Terapie con l' Elettrochoc

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L' Elettrochoc Oggi

Oggi l' elettrochoc viene utilizzato per il trattamento dei casi in cui si Ŕ verificata un'utilitÓ certa (come per la schizofrenia) con somministrazione di anestetici e rilassanti muscolari per controllare le convulsioni.

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Attualmente Ŕ utilizzata per lo pi¨ per il trattamento della depressione in forma grave e nel quadro clinico della psicosi.

In particolare nei casi in cui la terapia con gli antidepressivi o la psicoterapia non sono stati d'aiuto, o in quei casi dove non Ŕ stato possibile iniziare una terapia per cause tempistiche come ad esempio nei soggetti con tendenze suicide.

In alcuni casi l' elettrochoc terapeutico viene usato per curare le fasi maniacali del disturbo bipolare o la catatonia, l'elettroshock in questi casi deve sempre essere effettuato in condizioni controllate e da personale qualificato come denotato da diverse legislazioni relative alla salute mentale.

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In Italia il riferimento principale Ŕ la circolare del Ministero della Salute del 1999 dove stabilisce che la terapia di elettrochoc deve essere somministrata esclusivamente nei casi di: 'episodi depressivi gravi con sintomi psicotici e rallentamento psicomotorio', dopo tale approvazione viene richiesto il consenso scritto del paziente, dove vengono esposti i rischi ed i benefici del trattamento e le possibili alternative. L'applicazione della terapia deve avvenire sul paziente sotto anestesia e trattato con rilassanti muscolari per evitare eventuali contrazioni.

Ci sono casi dove la validitÓ del consenso informato Ŕ incerta dato lo stato mentale del paziente; ecco perchŔ, sorgono problemi decisionali dove entrano in contrasto: la salute del paziente, la sua capacitÓ decisionale, la responsabilitÓ del medico e la relazione medico-paziente. La legislazione e la relativa giurisprudenza delle nazioni cercano di affrontare oggi il problema.