Storia dell' Elettrochoc

Annunci di Lavoro

Origini dell' Elettrochoc

Abbiamo accennato nel capitolo precedente al significato di elettrochoc ovvero quel trattamento terapeutico, consistente nel far passare corrente elettrica alternata ad alto voltaggio attraverso il cervello, usato nella cura di alcune malattie mentali (schizofrenia, psicosi maniaco-depressiva ecc.). E' praticato su paziente in anestesia e trattato con curaro per impedire le convulsioni.

Navigare Facile

In passato il dott. Cerletti utilizzò l'elettroshock terapeutico sui pazienti in conseguenza degli esperimenti da lui condotti sugli animali in riferimento alle conseguenze neurologiche di ripetute crisi epilettiche. Venne usato successivamente in diverse facoltà di Italia, per provocare attacchi epilettici controllabili così sugli animali.

L'idea di utilizzarlo sui pazienti neuropsichiatrici gli venne dopo l' osservazione di alcuni maiali che venivano anestetizzati mediante una scarica elettrica prima di essere condotti al macello.

Cerletti usò per la prima volta la terapia elettroconvulsivante nel 1938, insieme a Lucio Bini, su un paziente che era affetto da schizofrenia con sintomi di allucinazione e confusione mentale; con una serie di elettroshock il paziente tornò ad uno stato mentale di normalità.

Successivamente Cerletti e i suoi collaboratori effettuarono normalmente gli elettrochoc terapeutici, sia su animali che sui pazienti, arrivando così a determinare l'affidabilità della terapia e la sicurezza nella pratica clinica, in particolare per il trattamento della psicosi-depressiva e nei casi più gravi di depressione. Il suo operato ebbe un'influenza notevole, e l'uso della terapia si diffuse largamente in tutto il mondo.

Food

Da principio la terapia veniva praticata sui pazienti coscienti, senza l'impiego di anestesia e rilassanti muscolari. I pazienti perdevano conoscenza durante la seduta e subivano violente contrazioni muscolari incontrollate, che causavano spesso fratture ossee e stiramenti muscolari.

La terapia stessa è stata a volte utilizzata come mezzo di punizione o per sedare i pazienti che si 'ribellavano', successivamente attraverso lo sviluppo nell'ambito farmacologico, a partire dalla metà del XX secolo, l'impiego dell' elettrochoc si è ridotto.